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Software di accesso remoto: utile, ma… tutto qui? Può e deve darti molto di più
Software di accesso remoto: utile, ma… tutto qui? Può e deve darti molto di più

L’accesso remoto è ormai una funzionalità indispensabile per i team IT: consente di intervenire su PC, server e dispositivi remoti senza spostamenti, riducendo i tempi di intervento e migliorando il supporto agli utenti. Tuttavia, limitare un agent di accesso remoto alla sola sessione di controllo significa sfruttare solo una parte del suo potenziale.

 

Software di accesso remoto: utile, ma… tutto qui? Può e deve darti molto di più

 

Molti team IT conoscono bene il valore dell’accesso remoto: collegarsi a un dispositivo fuori sede, intervenire rapidamente e risolvere il problema senza recarsi fisicamente sul posto. È una capacità essenziale per garantire continuità operativa, assistenza agli utenti e gestione efficiente delle infrastrutture distribuite.

Ma se l’agent installato sul dispositivo remoto serve soltanto ad aprire una sessione di controllo, l’organizzazione sta utilizzando solo una piccola parte delle possibilità offerte dalle piattaforme moderne di gestione endpoint.

 

L’accesso remoto è solo l’inizio

 

Un agent presente su PC, server, workstation o dispositivi mobili può diventare il punto di partenza per una gestione IT più completa, proattiva e sicura. Oltre al controllo remoto, può infatti supportare attività fondamentali come:

• Monitoraggio continuo: stato degli endpoint, performance, disponibilità dei servizi, allerte e anomalie.

• Patch management: aggiornamenti pianificati per sistemi operativi e applicazioni, con verifica dello stato di installazione.

• Inventario IT: visibilità su hardware, software installato, versioni, configurazioni e asset attivi.

• Automazione: script, controlli periodici, riavvii, installazioni e interventi di manutenzione ripetitivi.

• Tracciabilità: registrazione delle attività, report e evidenze utili per audit, sicurezza e processi di compliance.

La differenza è sostanziale: l’accesso remoto risolve l’emergenza di oggi, mentre patching e monitoraggio aiutano a prevenire i problemi di domani.

 

Perché il patching è una priorità

 

Molte vulnerabilità sfruttate dagli attaccanti riguardano sistemi operativi, browser, applicazioni di produttività e software di terze parti non aggiornati. Per questo il patch management non è un’attività accessoria, ma uno dei pilastri della sicurezza informatica aziendale.

Un approccio strutturato al patching consente di:

• identificare rapidamente i dispositivi con aggiornamenti mancanti;

• pianificare le installazioni in finestre appropriate;

• applicare policy diverse in base a reparto, sede, criticità o sistema operativo;

• verificare l’esito degli aggiornamenti;

• ridurre la superficie di attacco e documentare gli interventi effettuati.

Senza una gestione centralizzata, gli aggiornamenti dipendono spesso dall’iniziativa dei singoli utenti o da interventi manuali dei tecnici. Il risultato è un parco IT frammentato, difficile da controllare e più esposto ai rischi.

 

Monitoraggio: vedere prima che il problema diventi un incidente

 

Il monitoraggio consente di trasformare la gestione IT da reattiva a proattiva. Invece di attendere la segnalazione di un utente, il team tecnico può ricevere avvisi su disco pieno, servizi arrestati, dispositivi offline, performance anomale, software non autorizzati o aggiornamenti non completati.

Questa visibilità è utile non solo per ridurre i tempi di risoluzione, ma anche per migliorare la pianificazione: conoscere lo stato reale degli endpoint aiuta a prioritizzare gli interventi, gestire il ciclo di vita dei dispositivi e individuare le criticità prima che impattino sulla produttività.

 

Accesso remoto, patching e monitoraggio per la compliance NIS2

 

Per molte organizzazioni, la conformità NIS2 non significa soltanto adottare policy di sicurezza: richiede anche la capacità di dimostrare che i sistemi sono monitorati, aggiornati e gestiti in modo controllato.

Un agent che integra accesso remoto, monitoraggio e patch management può supportare diversi aspetti operativi rilevanti:

• inventario e classificazione degli asset IT;

• gestione degli aggiornamenti di sicurezza;

• monitoraggio dello stato e della disponibilità dei sistemi;

• tracciabilità degli interventi;

• reportistica e evidenze per audit;

• gestione più rapida di incidenti e vulnerabilità.

La tecnologia da sola non garantisce la conformità: servono processi chiari, responsabilità definite, procedure documentate e controlli periodici. Tuttavia, una piattaforma che centralizza queste attività rende molto più semplice applicarle in modo coerente e dimostrarne l’efficacia.

 

Dal supporto remoto alla gestione endpoint

 

Per MSP, system integrator e reparti IT interni, la combinazione di accesso remoto, monitoraggio e patching consente di gestire un numero maggiore di dispositivi con maggiore controllo e minori interventi manuali.

In pratica, il tecnico può:

• accedere al dispositivo quando serve un intervento;

• verificare lo stato del sistema e degli aggiornamenti;

• eseguire o pianificare le patch necessarie;

• documentare l’attività;

• monitorare nel tempo la salute dell’endpoint.

Il risultato è un servizio più affidabile, più misurabile e più facilmente scalabile.

 

Le domande da porsi sullo strumento attuale

 

Prima di valutare un cambio o un’integrazione della soluzione attuale, è utile verificare se il proprio software di accesso remoto consente di:

1. Monitorare lo stato, la disponibilità e le performance dei dispositivi.

2. Gestire gli aggiornamenti di sistema operativo e delle applicazioni.

3. Visualizzare un inventario aggiornato di hardware e software.

4. Automatizzare attività ripetitive e interventi di manutenzione.

5. Tracciare le attività eseguite sugli endpoint.

6. Generare report utili per sicurezza, audit e compliance.

7. Supportare diversi sistemi operativi e ambienti di lavoro.

8. Integrarsi con ticketing, PSA, RMM, MDM e altri strumenti aziendali.

Se molte di queste risposte sono negative, lo strumento probabilmente sta coprendo solo una parte del fabbisogno reale di gestione IT.

 

Conclusioni

 

Il software di accesso remoto resta una componente fondamentale per l’assistenza e la continuità operativa. Ma nella gestione moderna dei dispositivi non può essere l’unico strumento disponibile.

Un agent che unisce accesso remoto, monitoraggio, inventario, automazione e patch management consente di passare da un approccio reattivo a una gestione proattiva degli endpoint, con benefici concreti in termini di sicurezza, efficienza operativa e predisposizione alla compliance NIS2.

In altre parole: l’accesso remoto è l’inizio. Patching e monitoraggio sono ciò che trasforma un tool di supporto in una leva di sicurezza e compliance.

Nota: questo contenuto ha finalità informative e non costituisce una valutazione legale o un parere professionale sulla conformità NIS2 di una specifica organizzazione.

Per scoprire come trasformare l’accesso remoto in una piattaforma di gestione endpoint, richiedi una demo.

Per saperne di più sulle soluzioni di accesso remoto, monitoraggio e patch management cliccate qui.

Gli svantaggi dell'utilizzo di Whatsapp per scopi aziendali
Gli svantaggi dell'utilizzo di Whatsapp per scopi aziendali

 

Le app di messaggistica come Whatsapp, sono sempre più spesso utilizzate dai dipendenti nelle aziende, essendo molto più veloci ed efficienti della posta elettronica, con conseguente miglioramento della produttività. Tuttavia, Whatsapp presenta numerosi punti deboli, che illustreremo in questo articolo.

 

Non offre una protezione dei dati sufficiente per le aziende

Anche se Whatsapp ha implementato una migliore crittografia, non offre ancora una crittografia di livello aziendale (ad esempio, metadati, archiviazione sul dispositivo, archiviazione su server, ecc.). Inoltre, i servizi liberamente disponibili come Whatsapp, richiedono i dati degli utenti per la monetizzazione e la loro attività.

Oltre a questo, i servizi cloud con server negli Stati Uniti, non possono garantire l'elevato livello di sicurezza dei dati richiesto dalle aziende europee, a causa delle leggi sulla protezione dei dati e della sorveglianza diffusa negli Stati Uniti.

 

Non offre funzioni di amministrazione per le aziende

Whatsapp è un ottimo strumento per comunicare con la famiglia e gli amici. Tuttavia, le app di messaggistica aziendale offrono, ad esempio, la condivisione di appuntamenti in calendario, la ricerca di dati aziendali, gruppi di lavoro, sondaggi di gruppo, accesso alle directory aziendali e condivisione di file.

Whatsapp non offre questo tipo di servizi di gestione per le aziende, di conseguenza non è in grado di gestire ed amministrare gli utenti in modo professionale.

 

Non possiede client per desktop o tablet

Le versioni desktop professionali per Windows e Mac e le versioni tablet per iOS, Android e Windows Phone rappresentano una componente fondamentale per un’app di messaggistica aziendale. Whatsapp offre solo una versione ridotta per il desktop, che deve essere costantemente collegata al telefono per funzionare correttamente e presenta anche rischi per la sicurezza.

 

Manca di integrazione nell'ecosistema IT

Integrare un'app di messaggistica aziendale nell'ecosistema IT risulta fondamentale in quanto consente di automatizzare i flussi di lavoro, accelerare i processi, migliorare l'esecuzione operativa e aumentare la produttività, ad esempio integrando ERP, CRM, software di contabilità, software HR, sistemi di produzione e logistica.

 

Non offre alcun supporto tecnico per le aziende e nessuna sicurezza di audit

Le aziende hanno bisogno di funzioni di backup e archiviazione a prova di audit, che Whatsapp non può fornire rispetto alle app di messaggistica aziendale. Inoltre, solo le app di messaggistica aziendale professionali offrono un monitoraggio ed un'assistenza tecnica 24/7 con personale specializzato.

Nel complesso, Whatsapp è una buona app di messaggistica per gli utenti privati, tuttavia, quando si tratta di messaggiare con colleghi e team, le aziende dovrebbero optare per un'app di messaggistica aziendale professionale come Teamwire.

Teamwire è una soluzione completa per la comunicazione aziendale con i più alti standard di sicurezza per connettere i dipendenti in ufficio, direttamente in azienda e da remoto per agevolare le comunicazioni interne ed esterne, ovunque, in qualsiasi momento e per qualsiasi occasione.

 

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WhatsApp e GDPR: cosa devono sapere le aziende nel 2026
WhatsApp e GDPR: cosa devono sapere le aziende nel 2026

WhatsApp è ormai utilizzato da molte aziende per comunicare con clienti, collaboratori, fornitori e dipendenti. Tuttavia, il suo impiego in ambito professionale deve essere valutato con attenzione, soprattutto quando vengono trattati dati personali, informazioni riservate o comunicazioni operative.

 

WhatsApp e GDPR: cosa devono sapere le aziende nel 2026

 

6 ottobre 2026

La domanda “WhatsApp è conforme al GDPR?” non ammette una risposta generale semplicemente positiva o negativa. La conformità dipende dal prodotto utilizzato, dal tipo di comunicazione, dai dati trattati, dai soggetti coinvolti, dalla base giuridica e dalle misure di sicurezza adottate.

Il GDPR, infatti, non valuta un prodotto in astratto, ma le specifiche attività di trattamento dei dati. L’azienda deve quindi essere in grado di dimostrare che il proprio utilizzo di WhatsApp rispetta i principi del GDPR e le misure tecniche e organizzative necessarie.

 

WhatsApp non è sempre uguale

 

Con il termine “WhatsApp Business” si indicano spesso prodotti e modalità d’uso differenti. È importante distinguere almeno tre soluzioni:

• WhatsApp Messenger: pensato principalmente per la comunicazione tra utenti e per il contatto individuale con le aziende. Non offre, in genere, un livello centralizzato di amministrazione, gestione degli account e controllo del ciclo di vita degli utenti.

• WhatsApp Business App: destinato soprattutto alla comunicazione con i clienti da parte di piccole e medie imprese. Può essere valutato per specifici processi esterni, ma non rappresenta necessariamente lo strumento più adatto per la comunicazione interna aziendale.

• WhatsApp Business Platform: piattaforma basata su API, progettata per comunicazioni esterne scalabili e integrabili con CRM, chatbot e altri sistemi. È necessario valutare attentamente fornitori, contratti, flussi di dati e responsabilità.

La distinzione è fondamentale: utilizzare un’applicazione per rispondere a una richiesta di un cliente non equivale a usarla come canale ufficiale per comunicazioni interne, gestione del personale o coordinamento di attività critiche.

 

Quali dati vengono trattati

 

Quando WhatsApp viene utilizzato in azienda, non devono essere considerati soltanto i messaggi e gli allegati. Il trattamento può riguardare anche:

• numeri di telefono e contatti;

• dati dell’account;

• informazioni sul dispositivo;

• dati di connessione e utilizzo;

• log e informazioni di sicurezza;

• gruppi e metadati;

• copie locali e backup;

• dati relativi a clienti, dipendenti, fornitori e partner.

Anche senza conoscere il contenuto delle conversazioni, alcuni metadati possono rivelare informazioni sensibili. Il principio di minimizzazione dei dati richiede quindi di non inviare tramite WhatsApp informazioni non necessarie allo scopo della comunicazione.

 

La base giuridica non è sempre il consenso

 

L’azienda deve individuare una base giuridica per ogni specifico trattamento. A seconda del contesto possono essere applicabili:

• esecuzione di un contratto;

• attività precontrattuali;

• obbligo di legge;

• legittimo interesse;

• consenso dell’interessato.

Il consenso deve essere libero, specifico, informato e revocabile. Nei rapporti di lavoro, tuttavia, la libertà del consenso può essere difficile da dimostrare a causa della relazione gerarchica tra azienda e dipendente.

È inoltre importante distinguere tra eventuale opt-in richiesto dalla piattaforma e consenso previsto dal GDPR. L’opt-in non sostituisce la necessità di individuare una base giuridica conforme alla normativa sulla protezione dei dati.

 

Crittografia end-to-end: importante, ma non sufficiente

 

La crittografia end-to-end protegge il contenuto dei messaggi durante la comunicazione tra gli interlocutori. Si tratta di una misura di sicurezza importante, ma non garantisce da sola la conformità al GDPR.

Devono essere valutati anche:

• chi può accedere ai dispositivi;

• dove vengono conservati i messaggi;

• come vengono gestiti i backup;

• quanto a lungo vengono conservati i dati;

• come vengono revocati gli accessi;

• cosa accade quando un dipendente lascia l’azienda;

• come vengono gestite le richieste di accesso o cancellazione;

• se i messaggi vengono inoltrati o salvati su altri sistemi.

Un messaggio può essere protetto durante il trasferimento, ma risultare successivamente accessibile su un dispositivo personale, all’interno di un backup non controllato o nella cronologia di un utente non più autorizzato.

 

Rubrica e contatti: un aspetto spesso trascurato

 

L’accesso alla rubrica del dispositivo deve essere esaminato con particolare attenzione. In base alle impostazioni e alle funzionalità utilizzate, WhatsApp può elaborare i numeri presenti nella rubrica, compresi quelli di persone che non utilizzano il servizio.

Le organizzazioni dovrebbero quindi:

• separare i contatti personali da quelli aziendali;

• limitare l’accesso dell’applicazione ai dati realmente necessari;

• utilizzare dispositivi gestiti tramite MDM o UEM quando appropriato;

• evitare l’impiego di rubriche personali per attività aziendali;

• documentare finalità, responsabilità e modalità di trattamento.

Le soluzioni MDM e UEM possono aiutare a separare dati personali e aziendali, ma non sostituiscono la valutazione legale e organizzativa del trattamento.

 

Trasferimenti verso Paesi extra SEE

 

Il trasferimento di dati al di fuori dello Spazio Economico Europeo non è automaticamente vietato, ma deve rispettare le disposizioni del GDPR.

L’azienda deve verificare:

• quali dati vengono trasferiti;

• quali destinatari sono coinvolti;

• in quali Paesi vengono trattati;

• quale meccanismo di trasferimento viene utilizzato;

• se il destinatario è coperto da una decisione di adeguatezza;

• se sono necessarie misure supplementari.

Una base giuridica per il trasferimento internazionale non elimina gli altri obblighi previsti dal GDPR, come minimizzazione, limitazione delle finalità e sicurezza.

 

WhatsApp per la comunicazione interna

 

La comunicazione interna richiede normalmente un livello di controllo superiore rispetto a una semplice conversazione tra utenti.

In un contesto aziendale possono essere necessari:

• amministrazione centralizzata degli utenti;

• gestione di ruoli e permessi;

• autenticazione con identità aziendale;

• procedure di onboarding e offboarding;

• controllo dei dispositivi;

• conservazione e cancellazione regolamentata;

• audit e tracciabilità;

• gestione degli incidenti;

• canali alternativi in caso di emergenza.

L’utilizzo della piattaforma come standard aziendale interno deve quindi essere valutato con attenzione dal punto di vista contrattuale, organizzativo e operativo.

 

Settori regolamentati e dati sensibili

 

La valutazione deve essere ancora più rigorosa quando WhatsApp viene utilizzato in settori soggetti a obblighi specifici, come:

• sanità e assistenza;

• servizi finanziari;

• studi legali;

• pubblica amministrazione;

• infrastrutture critiche;

• energia;

• trasporti;

• sicurezza e gestione delle emergenze.

In questi ambiti, anche una comunicazione apparentemente innocua può rivelare dati sanitari, informazioni operative, dettagli relativi alla sicurezza o elementi coperti da obblighi di riservatezza.

Oltre al GDPR, possono essere rilevanti requisiti relativi a segreto professionale, auditabilità, conservazione dei dati, continuità operativa, sovranità del dato, disponibilità del servizio e gestione delle emergenze.

 

Gli 8 controlli da effettuare prima dell’adozione

 

Prima di utilizzare WhatsApp in un processo aziendale è opportuno verificare:

1. Prodotto e finalità: quale prodotto viene utilizzato e per quale specifico processo?

2. Dati trattati: quali contenuti, contatti, metadati e categorie particolari di dati vengono elaborati?

3. Base giuridica: su quale base viene effettuato ciascun trattamento?

4. Ruoli e contratti: chi è titolare, responsabile o autonomo titolare del trattamento?

5. Contatti e trasparenza: quali contatti vengono messi a disposizione e come vengono informati gli interessati?

6. Trasferimenti internazionali: quali destinatari extra SEE sono coinvolti e quale meccanismo viene utilizzato?

7. Misure tecniche e organizzative: come vengono protetti dispositivi, accessi, backup e account?

8. Conservazione e audit: come vengono gestite cancellazione, diritti degli interessati, archiviazione e verifiche periodiche?

 

Quando scegliere una piattaforma professionale

 

Una soluzione di messaggistica aziendale professionale è particolarmente indicata quando l’organizzazione deve gestire comunicazioni interne, operative o critiche.

Tra le funzionalità più importanti rientrano:

• gestione centralizzata di utenti, gruppi e autorizzazioni;

• integrazione con directory e sistemi di identità;

• gestione controllata di onboarding e offboarding;

• supporto MDM e UEM;

• policy aziendali uniformi;

• conservazione, cancellazione e archiviazione;

• audit e tracciabilità;

• integrazione con API, CRM e sistemi specializzati;

• notifiche prioritarie e comunicazioni di emergenza;

• continuità operativa e canali alternativi.

Non è sempre necessario sostituire ogni canale di comunicazione. Una strategia più efficace può prevedere l’utilizzo di WhatsApp per specifici processi esterni con clienti e di una piattaforma professionale per le comunicazioni interne, operative e critiche.

 

Teamwire per la comunicazione interna e critica

 

Teamwire è progettata per la comunicazione aziendale interna e per i processi mission-critical.

La piattaforma offre funzionalità come:

• gestione centralizzata di utenti, ruoli e permessi;

• integrazione con sistemi MDM e UEM;

• strumenti di audit e archiviazione;

• notifiche e allarmi per comunicazioni urgenti;

• gestione di ruoli operativi;

• implementazione in cloud pubblico, cloud privato o on-premises;

• separazione tra comunicazioni aziendali e contatti personali.

La corretta configurazione della piattaforma e dei processi aziendali rimane comunque essenziale per raggiungere gli obiettivi di sicurezza, conformità e controllo.

 

Conclusioni

 

WhatsApp non è automaticamente né conforme né non conforme al GDPR. La valutazione deve considerare il prodotto utilizzato, la finalità, i dati trattati, i destinatari, i contratti, i trasferimenti internazionali e le misure di sicurezza.

Per specifiche comunicazioni esterne con i clienti, una soluzione WhatsApp Business può essere appropriata se il trattamento è correttamente progettato, documentato e governato.

Per la comunicazione interna, la gestione di dati sensibili, il coordinamento operativo e le situazioni di emergenza, è invece opportuno valutare una piattaforma professionale che garantisca amministrazione centralizzata, controllo degli accessi, audit, gestione del ciclo di vita degli utenti e maggiore continuità operativa.

Nota: questo contenuto ha finalità informative e non costituisce una valutazione legale o un parere professionale sulla conformità GDPR di uno specifico processo aziendale.

Tratto dall’articolo: WhatsApp & GDPR 2026: What Businesses Need To Bear In Mind | Teamwire

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Impossible Cloud & Hornetsecurity VM Backup
Impossible Cloud & Hornetsecurity VM Backup

Impossible Cloud, uno dei principali fornitori europei di soluzioni cloud, ha annunciato l'integrazione diretta del proprio servizio di cloud storage in Hornetsecurity VM Backup. Grazie a questa integrazione, le aziende possono usufruire immediatamente di un'opzione di storage completamente europea, gestita all'interno dell'UE e conforme al GDPR, per i backup off-site delle macchine virtuali.

 

Backup delle macchine virtuali semplice, sicuro e sovrano

 

Impossible Cloud è l'unica soluzione di cloud storage gestita in Europa pienamente compatibile e nativamente integrata con Hornetsecurity VM Backup.

La partnership consente di configurare rapidamente i backup off-site in modo sicuro, senza complesse configurazioni aggiuntive. Le organizzazioni possono contare su una soluzione pronta all'uso che offre:

• Protezione dal ransomware: inclusa l'immutabilità dei backup.

• Geofencing: per mantenere i dati all'interno delle aree geografiche previste.

• Modello di prezzo trasparente pay-per-use: senza costi di uscita dei dati, o egress fee.

 

«Con Hornetsecurity abbiamo acquisito un partner che rappresenta i più elevati standard nel backup e nella sicurezza IT», ha dichiarato il Dr. Christian Kaul, cofondatore e COO di Impossible Cloud. «La combinazione di Hornetsecurity VM Backup con il nostro storage sovrano e gestito interamente in Europa è esattamente ciò di cui il mercato ha bisogno in questo momento: una soluzione potente e immediatamente disponibile per una protezione dei dati semplice, sicura e conforme alle normative.»

Anche Hornetsecurity considera la partnership una tappa importante per il mercato europeo. «Con Impossible Cloud abbiamo integrato nativamente in VM Backup una soluzione di cloud storage gestita interamente in Europa. In questo modo rispondiamo alla richiesta di molte aziende e MSP che cercano un'alternativa sovrana e pronta all'uso rispetto agli hyperscaler statunitensi, affrontando direttamente le esigenze del mercato che abbiamo raccolto negli ultimi mesi», ha dichiarato Daniel Blank, COO di Hornetsecurity.

 

Maggiore flessibilità per aziende e MSP

 

Per le aziende, l'integrazione offre non solo una maggiore sicurezza, ma anche più flessibilità: le macchine virtuali possono essere archiviate, protette e ripristinate all'interno dell'Europa, senza vincoli nei confronti di un singolo fornitore.

Gli MSP ottengono un'estensione immediata del proprio portafoglio di servizi, con un forte elemento distintivo nel mercato europeo.

Questa partnership consente alle aziende di proteggere i propri sistemi critici senza compromessi, garantendo conformità, prestazioni elevate e pieno controllo dei costi.

Articolo originale pubblicato il 18 settembre 2025.

Messaggistica sicura nel settore energetico
Messaggistica sicura nel settore energetico

La comunicazione è un elemento fondamentale per gli operatori del settore energetico, soprattutto quando si tratta di infrastrutture critiche. Tecnici, operatori e responsabili devono poter condividere informazioni rapidamente e in sicurezza, anche durante situazioni di emergenza.   

 

Perché la messaggistica sicura è fondamentale 

 

Sono 8 i principali motivi per cui gli operatori delle infrastrutture energetiche dovrebbero adottare una soluzione di messaggistica sicura:

• Protezione delle informazioni sensibili: le comunicazioni aziendali possono contenere dati riservati che devono essere protetti da accessi non autorizzati.

• Conformità normativa: requisiti come quelli introdotti dalla direttiva NIS2 rendono indispensabile adottare adeguate misure di sicurezza.

• Protezione dalle minacce informatiche: una piattaforma professionale contribuisce a ridurre i rischi legati a cyberattacchi e furto di informazioni.

• Comunicazioni durante le emergenze: in caso di incidenti o interruzioni dei sistemi aziendali, è fondamentale poter contattare rapidamente il personale.

• Continuità operativa: la comunicazione deve rimanere disponibile anche in situazioni critiche senza interruzioni.

• Controllo e gestione centralizzata: l'azienda deve poter gestire utenti, dispositivi, autorizzazioni e accessi in modo centralizzato.

• Riduzione dello Shadow IT: offrire ai dipendenti uno strumento aziendale semplice e sicuro riduce la necessità di utilizzare applicazioni consumer non autorizzate.

• Maggiore sicurezza della supply chain: anche fornitori, tecnici esterni e partner devono poter comunicare attraverso canali controllati e protetti.

 

Teamwire: una scelta strategica  

 

Per gli operatori energetici, proteggere le comunicazioni significa proteggere anche la continuità dei propri servizi. Teamwire può diventare quindi parte integrante della strategia di cybersecurity e business continuity.

Investire oggi in comunicazioni professionali e protette significa ridurre i rischi, migliorare il coordinamento delle squadre e affrontare con maggiore preparazione le minacce informatiche e le situazioni di emergenza.

Teamwire è una soluzione completa per la comunicazione aziendale con i più alti standard di sicurezza per connettere i dipendenti in ufficio, direttamente in azienda e da remoto per agevolare le comunicazioni interne ed esterne, ovunque, in qualsiasi momento e per qualsiasi occasione.

 

Tratto dall'articolo: Secure Messaging For Energy Suppliers: 7+1 Reasons Why Operators Of Critical Infrastructure Must Act Now | Teamwire App

 

 

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FC Heidenheim sceglie Impossible Cloud
FC Heidenheim sceglie Impossible Cloud

La trasformazione digitale sta ridefinendo anche il mondo dello sport, dove la gestione dei dati richiede infrastrutture in grado di garantire sicurezza, continuità operativa e piena conformità alle normative europee. In questo contesto, FC Heidenheim ha scelto Impossible Cloud per realizzare un ambiente cloud progettato per offrire maggiore controllo sui dati, elevati standard di protezione e un'infrastruttura trasparente e affidabile.

Grazie a una piattaforma cloud europea, il club può contare su una soluzione scalabile, capace di supportare la crescita delle attività digitali senza rinunciare alla sovranità del dato. L'adozione di Impossible Cloud consente inoltre di ridurre la dipendenza dai tradizionali hyperscaler, mantenendo elevati livelli di disponibilità dei servizi e rafforzando la resilienza dell'infrastruttura.

Scopri come FC Heidenheim ha affrontato il proprio percorso di trasformazione digitale e tutti i vantaggi ottenuti consultando il caso di studio completo.

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Tratto dall’articolo: Sovereign Cloud for the German Bundesliga: Why 1. FC Heidenheim 1846 Chose Impossible Cloud

Come supportare la conformità SOC 2 con un accesso remoto sicuro
Come supportare la conformità SOC 2 con un accesso remoto sicuro

Con la diffusione del lavoro ibrido e da remoto, le aziende devono garantire un accesso sicuro ai propri sistemi senza compromettere la protezione dei dati. In questo contesto, la conformità SOC 2 rappresenta uno degli standard di riferimento per dimostrare l'efficacia dei controlli di sicurezza adottati.

Sebbene la conformità dipenda da un insieme di processi e policy aziendali, la scelta della soluzione di accesso remoto può contribuire in modo significativo al raggiungimento di questo obiettivo.

 

Controllo degli accessi e protezione dei dati 

 

Uno dei requisiti fondamentali della conformità SOC 2 è assicurare che solo gli utenti autorizzati possano accedere ai sistemi aziendali. Funzionalità come l'autenticazione a più fattori (MFA), la gestione centralizzata degli utenti e la crittografia delle connessioni aiutano a proteggere gli accessi e a salvaguardare le informazioni sensibili.

 

Monitoraggio e tracciabilità delle attività  

 

Per supportare gli audit e rafforzare la sicurezza, è importante poter registrare gli accessi e monitorare le attività svolte durante le sessioni remote. Log dettagliati e strumenti di monitoraggio consentono ai team IT di individuare eventuali anomalie e intervenire tempestivamente in caso di necessità. 

 

Splashtop: una soluzione a supporto della conformità 

 

Splashtop offre funzionalità progettate per aiutare le organizzazioni a soddisfare i requisiti di sicurezza della conformità SOC 2, tra cui autenticazione a più fattori, crittografia delle connessioni, controllo granulare degli accessi e registrazione delle attività.

Sebbene nessuna soluzione garantisca da sola la conformità SOC 2, Splashtop rappresenta un valido supporto per rafforzare la sicurezza degli accessi remoti, semplificare la gestione IT e facilitare il percorso verso la conformità.

 

Prova i prodotti Splashtop gratuitamente per 14 giorni e capirai perché migliaia di aziende scelgono Splashtop per le loro esigenze.

 

Articolo tratto dall’originale “Come garantire la conformità SOC 2 con l'accesso remoto” 

 

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Ruoli Teamwire: comunicazione operativa più intelligente e immediata
Ruoli Teamwire: comunicazione operativa più intelligente e immediata

Nelle aziende in cui il lavoro è organizzato per turni o attività operative, non è sempre il nome della persona a fare la differenza, ma il ruolo che ricopre in quel preciso momento.

Per rispondere a questa esigenza, Teamwire introduce i ruoli, un sistema che permette di gestire identità operative dinamiche in base a turni, incarichi o responsabilità temporanee.  

 

Cosa sono i ruoli e come funzionano  

 

I ruoli sono identità operative che un utente può attivare temporaneamente.

Quando un ruolo viene attivato:

 

• l’utente viene automaticamente inserito nelle chat e nei canali collegati

• può comunicare subito con il team corretto

• viene riconosciuto in base alla funzione attuale, non solo al profilo personale

 

I ruoli sono visibili in tutta l’applicazione (profili, chat, rubrica e condivisione posizione), garantendo sempre un contesto aggiornato e immediato su chi è responsabile di cosa.

 

Gestione, sicurezza e continuità operativa  

 

Teamwire supporta sia ruoli pubblici, accessibili agli utenti autorizzati, sia ruoli riservati, dedicati a team o funzioni sensibili con controlli di accesso specifici.

Questa struttura rende la comunicazione più sicura e adattabile a diversi livelli organizzativi.

I ruoli sono particolarmente utile in ambienti dove la rapidità e la chiarezza delle comunicazioni sono fondamentali, come:

 

• forze dell’ordine

• sanità e ospedali

• infrastrutture critiche

• logistica e trasporti

• servizi di emergenza

 

Grazie a questo approccio, le organizzazioni possono migliorare la continuità operativa, ridurre il carico amministrativo e aumentare l’efficienza delle comunicazioni in situazioni quotidiane e critiche. 

Teamwire è una soluzione completa per la comunicazione aziendale con i più alti standard di sicurezza per connettere i dipendenti in ufficio, direttamente in azienda e da remoto per agevolare le comunicazioni interne ed esterne, ovunque, in qualsiasi momento e per qualsiasi occasione.

 

Tratto dall'articolo: From shift changes to special operations: How Teamwire roles are redefining operational communication

 

 

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Cloud sovereignty e nuove architetture infrastrutturali
Cloud sovereignty e nuove architetture infrastrutturali

La sovranità del cloud è diventata un elemento centrale nelle strategie IT delle aziende. Non è più solo una questione normativa o di posizionamento, ma riguarda in modo diretto il controllo reale su dati, infrastrutture e dipendenze tecnologiche. In uno scenario segnato da instabilità geopolitica e dalla crescita dei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale, il tema del controllo e della portabilità delle architetture diventa sempre più decisivo. 

Sovranità reale e controllo dei dati 

La sovranità non può essere considerata solo nominale o legata a un’etichetta geografica. Per essere reale deve basarsi su elementi concreti come il controllo delle chiavi di crittografia, la trasparenza dei flussi di dati e la possibilità di spostare le informazioni senza vincoli tecnici o contrattuali. In assenza di questi aspetti, la sovranità resta formale e non garantisce un controllo effettivo dell’infrastruttura.

Dipendenza dai provider e lock-in tecnologico 

Molte aziende non restano vincolate ai grandi provider per il costo dello storage, ma per la complessità che si crea nel tempo. L’integrazione con servizi proprietari, i costi di trasferimento dei dati e la crescente interconnessione tra componenti rendono difficile migrare verso altre soluzioni. Questo porta a una dipendenza progressiva che limita la libertà di scelta e aumenta il rischio di lock-in tecnologico. 

Conclusioni

La crescita dei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale sta aumentando in modo significativo i volumi di dati gestiti dalle aziende. Questo comporta maggiore pressione su scalabilità, costi e prestazioni. In questo contesto, architetture rigide o troppo centralizzate rischiano di diventare un limite, mentre soluzioni più modulari, aperte e portabili risultano più adatte a gestire la complessità futura.

Il ruolo di Impossible Cloud 

In questo scenario si inserisce Impossible Cloud, che propone un’infrastruttura cloud europea orientata alla sovranità digitale, con un approccio basato su trasparenza, assenza di costi nascosti e piena compatibilità con ecosistemi S3. L’obiettivo è offrire alle aziende maggiore controllo sui dati, riducendo le dipendenze dai grandi hyperscaler e garantendo un’infrastruttura progettata secondo principi di portabilità e autonomia tecnologica. 

Provider locali come Impossible Cloud rappresentano un’opportunità concreta per conciliare sicurezza, conformità e efficienza economica, supportando MSP, distributori e aziende europee in questo percorso verso un’infrastruttura digitale più autonoma e resiliente.

Per saperne di più a riguardo di Impossible Cloud cliccate qui.

Tratto dall’articolo: Cloud Strategy 2026: Why Architecture Determines Sovereignty

Perché il benessere mentale è fondamentale nel settore IT
Perché il benessere mentale è fondamentale nel settore IT

Nel settore IT e negli ambienti MSP il lavoro è spesso continuo, veloce e ricco di urgenze: richieste dei clienti, interventi tecnici improvvisi e gestione di sistemi critici richiedono attenzione costante.

Questo ritmo, se prolungato senza una corretta organizzazione, può generare stress, affaticamento mentale e una riduzione della concentrazione. Per questo il benessere delle persone diventa un elemento chiave non solo a livello umano, ma anche operativo.  

 

Stress operativo e complessità quotidiana 

 

Tra le principali fonti di pressione ci sono la gestione simultanea di più ticket, le interruzioni frequenti e la necessità di garantire continuità dei servizi senza margini di errore. Anche la reperibilità e la difficoltà nel “staccare” davvero dal lavoro contribuiscono ad aumentare il carico mentale. In questo contesto, ogni inefficienza nei processi o attività ripetitiva non automatizzata amplifica il livello di stress del team. 

 

Automazione con soluzioni come Comet Backup 

 

Un modo concreto per ridurre la pressione operativa è automatizzare le attività più ripetitive e critiche, in particolare la gestione dei backup e del disaster recovery. Soluzioni come Comet Backup permettono agli MSP di centralizzare, automatizzare e rendere più affidabili i processi di protezione dei dati, riducendo interventi manuali e rischio di errore. Questo non solo migliora la sicurezza e la resilienza dei sistemi, ma libera anche tempo e risorse mentali per attività più strategiche e meno stressanti. 

 

Cultura del lavoro più sostenibile e impatto sul team 

Oltre agli strumenti, è fondamentale costruire una cultura aziendale che favorisca equilibrio e sostenibilità. Una migliore organizzazione dei processi, ruoli chiari e una comunicazione trasparente aiutano a ridurre la pressione quotidiana. Quando il carico operativo è più controllato grazie anche a strumenti di automazione come quelli di backup e ripristino, il team lavora con maggiore serenità, commette meno errori e riesce a mantenere performance più costanti nel tempo. 

 


Comet Backup garantisce protezione completa, flessibilità e controllo su tutti i dati aziendali, oggi e in futuro. 

 

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